Vanessa Sum​an

Psicologa Psicoterapeuta

Libri Consigliati

Ti senti spesso arrabbiato?

Pensi di avere difficoltà a gestire la rabbia?

Ecco il libro per te! “Terapia della Rabbia”.

La rabbia è un’emozione primaria, essenziale per il nostro mondo emotivo.

Nonostante sia un’emozione così basilare per il nostro funzionamento e per il nostro benessere psicofisico, spesso è difficile da gestire.

Ci sentiamo come infuocati dentro, incapaci di trattenerci è in balia dell’emotività distruttiva. Imparare a riconoscere e gestire la rabbia e l’aggressività permette di contenere le esplosioni violente e di trasformare la rabbia in energia, in creatività.

Gestire la rabbia significa anche stare meglio con sè stessi, vivere le esperienze con maggiore consapevolezza ed avere relazioni più sane e durature.

Nel libro sono contenute parti teoriche e parti pratiche, con esercizi che vi aiuteranno a riconoscere e gestire la vostra rabbia.

Senti che non è mai abbastanza quello che fai?

Ciò in cui in impegni è sempre insoddisfacente o mai abbastanza perfetto?

Hai l'ossessione della perfezione?

Questo può essere un testo adatto a te.

Il testo analizza i comportamenti di soggetti eccessivamente pignoli, scrupolosi e meticolosi.

Un'aspirazione irreprensibile che ha come conseguenza il non essere mai soddisfatti, qualsiasi cosa si faccia.

Alcune indicazioni utili del volume aiutano a riconoscere i proprio limiti in vista di una maggiore auto-accettazione per poter rischiare azioni più spontanee e soddisfacenti.

L'autostima è essenziale per la sopravvivenza psicologica. Quando si ha autostima ci si sente bene, si sente di poter controllare la propria vita, ci si adatta in maniera flessibile e determinata alle diverse situazioni, anche quelle più difficili, si fa maggiore ricorso alle proprie risorse. Giudicarsi negativamente e rifiutarsi, invece, provoca uno stato di disagio e sofferenza. Nel tentativo di evitare qualsiasi esperienza che in qualche modo possa intensificare questo stato negativo, si corrono meno rischi sociali e professionali, si rinuncia ad incontrare le persone, si limitano le proprie capacità di aprirsi agli altri, di esprimere la propria sessualità ed il proprio bisogno di affetto, di essere al centro dell'attenzione, di chiedere aiuto e di risolvere problemi. Per evitare ulteriori giudizi e auto-rifiuto si erigono barriere difensive. Dunque, incrementare la propria autostima è un requisito fondamentale per lo sviluppo di relazioni significative e autentiche, accettarsi e valorizzare i propri aspetti positivi, avere fiducia nelle proprie potenzialità e vivere pienamente nel presente.

Procrastinare significa “mettere da parte” cioè posticipare a un momento successivo ciò che è nel proprio interesse iniziare o portare a termine oggi. Stati d’animo come la scarsa fiducia in sé stessi, bassa autostima, senso di inadeguatezza, incapacità di intervenire sulle situazioni e il sentirsi oberati di impegni sono conseguenze del temporeggiare cronicamente.

Dal temporeggiare derivano sensi di colpa, frustrazione, severa autocritica e perdita dell’autostima legati al non aver portato a termine i compiti o gli impegni prefissati. Nella vita di ognuno, si possono distinguere quattro aree principali: la vita privata, della cura di sé e della propria salute, degli aspetti amministrativi e finanziari; lo studio, il lavoro e la realizzazione; la vita affettiva e relazionale; l’area sociale. E’ importante individuare in quali aree si tende a procrastinare maggiormente tanto quanto analizzare le aree in cui si agisce in modo più consapevole e stabile. Partendo dalle aree in cui si agisce in modo efficace, è possibile avviare il processo di cambiamento. Il primo passo è diventare consapevoli di come si procrastina: spesso si tende ad attuare la “distrazione comportamentale”, ossia il sostituire un’attività urgente e necessaria con attività di minore importanza, più gratificanti, alienandosi da se stessi e dalla consapevolezza di quel che si cerca di evitare con la procrastinazione. Spesso alla base vi è la paura del fallimento, del successo, dell'abbandono, del rifiuto e del giudizio. Affrontare queste paure permette di diventare maggiormente consapevoli sei proprio bisogni, delle necessità, dei propri progetti e ottenere risultati soddisfacenti alimentando in questo modo la propria autostima e autorealizzazione. 

Io sono OK tu sei OK" si basa su una estrema semplificazione del linguaggio e sulla riduzione di tutto ciò che avviene nelle relazioni tra le persone a tre concetti di base: Il Genitore, l'Adulto, il Bambino come modi di comportamento esistenti in ogni persona, i quali, a seconda della misura in cui intervengono nelle transazioni, o rapporti interpersonali, determinano un comportamento nevrotico (NON OK) oppure normale (OK).

Genitore, Adulto, Bambino oltre a essere nuovi concetti che descrivono un articolarsi dinamico della personalità, sono per l'autore strumenti di conoscenza operativa in modo tale da riuscire a eliminare il monopolio degli addetti ai lavori, insufficienti a far fronte alla enorme richiesta di servizi nel campo dell'igiene mentale. 

Questa favola ha una protagonista speciale. Perché Victoria è una principessa, ma anche qualcosa di più. Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non cè dolore più grande dell'essere ferite dalla persona amata. Sgomenta, incredula, Vittoria decide di accettare l'invito di uno strano personaggio, lascia tutto e intraprende il viaggio alla scoperta di sé, sul Sentiero della Verità. Lungo il cammino rischia di annegare nel Mare delle Emozioni, è costretta ad attraversare la sconcertante Terra delle Illusioni. A poco a poco impara a distinguere la realtà dai sogni e comprende che una persona può amarne un'altra solo nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione o con intransigenza e rifiuto. E per quanto sia faticoso abbandonare la strada già segnata e apparentemente più sicura, scopre che è possibile trovare nuove vie, e che ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno. Saper sognare è un dono, ma il sogno può diventare una gabbia dorata se per realizzarlo si accettano così tanti compromessi da perdere di vista la felicità. Perché è giusto credere nelle favole. L'importante è saper accettare che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato.

Questo è un libro molto breve, scritto con un linguaggio semplice. È talmente pieno di metafore e storie divertenti che quando si arriva alla fine non si vorrebbe smettere di leggere. Molti considerano che questo è un libro di psicologia popolare per la crescita personale e, in un certo senso lo è. Tuttavia, l’opera va ben oltre e ci invita a riflettere sugli atteggiamenti sbagliati che assumiamo quotidianamente, così come sulle interpretazioni sbagliate che diamo dei fatti.

In senso generale, è un libro facilmente leggibile, divertente, e ci dà un quadro abbastanza completo di gran parte dei problemi che dobbiamo affrontare in un ambulatorio di Psicologia. Mi piace particolarmente la seguente storia tratta dal libro: "Un ubriaco sta cercando ansiosamente qualcosa sotto un lampione. Un poliziotto gli si avvicina e chiede cosa ha perso. L'uomo risponde: 'Le mie chiavi' Ora sono in due a cercare. Infine, il poliziotto chiede all'uomo se è sicuro di avere perso le chiavi proprio in questo punto. L’uomo risponde. 'No, non qui, ma là dietro, ma c'è troppo buio laggiù' ."

Perché le persone più intelligenti nel senso tradizionale del termine non sono sempre quelle con cui lavoriamo più volentieri o con cui facciamo amicizia? Perché i bambini dotati ma provenienti da famiglie divise hanno difficoltà a scuola? Perché un ottimo amministratore delegato può riuscire un pessimo venditore? Perché, sostiene Goleman, l'intelligenza non è tutto. A caratterizzare il nostro comportamento e la nostra personalità è una miscela in cui il quoziente intellettivo si fonde con virtù quali l'autocontrollo, la pervicacia, l'empatia e l'attenzione agli altri: in breve, l'intelligenza emotiva.

Oltre il 65% della comunicazione avviene in modo non verbale. Ovvero, al di là delle parole, occhi, mani, piedi, muscoli facciali tradiscono pensieri, sensazioni, atteggiamenti in maniera inequivocabile. Inequivocabile, sì, ma solo per chi li sa interpretare. Infatti, anche se ci guardiamo allo specchio molte volte al giorno, non sempre ci accorgiamo dei gesti e delle posture che il nostro corpo assume, quando siamo nervosi, quando vogliamo mascherare l'insicurezza o cercare di prendere il sopravvento in una conversazione. Osservando i nostri interlocutori, possiamo facilmente interpretarne desideri e intenzioni, e anche cogliere le dinamiche fondamentali dei rapporti umani, da quelle di potere al corteggiamento, dall'autodifesa alla prevaricazione.

Questo testo vi aiuterà a riconoscere gli indizi e i segnali non verbali che vi vengono lanciati ma anche quelli che voi date al vostro interlocutore e a usarli per comunicare in modo efficace e indurre le reazioni che desiderate.

L’amore è un concetto astratto, difficile da definire.

Nel libro si affronta l’amore perfetto rispetto a quello reale, come si sceglie il partner e quali principi stanno alla base dell’amore maturo. 

Si inizia partendo dall’innamoramento, una tempesta biochimica, cosa succede se l’amore non viene corrisposto, come capire se è l’amore della vita e come lasciarsi trasportare.

Si passa poi al rapporto di coppia vero e proprio, quali sono i consigli per una sana relazione, come evitare di cadere nella dipendenza affettiva e nelle trappole della gelosia. Ci si immerge nel lato crudo dell’amore, quali sono i motivi delle crisi più frequenti, come la noia e il disincanto, come accorgerci se siamo intrappolati in un amore tossico e come liberarci dai narcisisti.

Si tratta anche il momento più difficile: la fine dell’amore, di quali rapporti avere con l’ex, come prepararci a rinascere e dell’amore per noi stessi. Sì, perché l’amore ha tante sfumature, non è solo condiviso ma nasce dentro di noi.